Mi sono laureata nel 2012 e subito dopo la laurea ho iniziato a fare consulenza in studi odontoiatrici. Ho iniziato con uno, poi due, poi tre, poi cinque: quasi tutti erano alla loro prima esperienza con un igienista dentale.

Ognuno di loro aveva un modo diverso di lavorare e di gestire i pazienti, a cui cercavo di adattarmi: alcuni non facevano mai fare igiene ai loro pazienti, altri delegavano la parte di “prevenzione” all’assistente che ovviamente non apprezzava molto il mio intromettermi nel suo extra mensile.

Alcuni odontoiatri con cui ho collaborato mi hanno dato la possibilità di intervenire nei protocolli di igiene e prevenzione e mi hanno dato la possibilità di crescere professionalmente, almeno per un certo periodo. Da parte mia, non mi sono affatto risparmiata con i corsi di aggiornamento per cercare di costruire una professionalità e per migliorare il mio bagaglio di conoscenza. 

Notavo però che essere propositiva non veniva sempre visto di buon occhio e che dopo qualche tempo la collaborazione iniziava a star stretta sia a me che allo studio. 

Negli studi in cui ho lavorato non ho mai collaborato per meno di due anni, ma dopo un po’ di tempo perdevo la freschezza e iniziavo ad avvertire una sorta di “peso allo stomaco” al pensiero di andare in studio. D’altra parte vedevo realizzarsi situazioni che non mi lasciavano serena come per esempio quel titolare , che era anche un amico, che dopo tre anni di collaborazione,  un giorno improvvisamente ha smesso di farmi motivare i pazienti facendolo fare all’assistente che ripeteva un copione identico per tutti. 

E’ stato allora che mi sono detta “Basta, apro uno studio di igiene orale”.

Era il 2017 e non ho fatto business plan o consulenza con il commercialista (per rispondere alla domanda che più di frequente mi fate), non ho fatto ricerca e scelto il locale migliore, non ho ascoltato chi mi ha detto di aspettare e ragionarci e fare dei calcoli: IO HO AGITO. E STOP.

Attenzione! Non fate come me. Ripeto: NON FATE COME ME.

Perchè a posteriori vi posso dire che:

  1. Forse avrei potuto aspettare ancora un po’
  2. Forse avrei potuto scegliere un locale migliore
  3. Forse avrei potuto fare un corso di gestione dello studio
  4. Forse avrei potuto valutare meglio la posizione dello studio
  5. Forse avrei potuto cercare di comunicare meglio la mia professionalità.

Io credo tantissimo nella nostra figura professionale, davvero.

Ci credo talmente tanto da aver realizzato insieme a Tatiana questo grande e fantastico progetto che è Tartaro. Credo anche che l’unione faccia la forza e che per raggiungere il nostro obiettivo finale -la salute del paziente- si debba necessariamente lavorare in team. 

Non solo con l’odontoiatra, certo, ma anche con pediatri, medici di base, ostetriche, ginecologi, logopedisti e ancora e ancora. 

Ma facciamo un passo per volta e, come direbbe mia nonna, “chi va piano va sano e va lontano”!

Immagino vi starete chiedendo cosa c’entri tutto questo mio sproloquiare con il sondaggio che avete trovato nella newsletter di qualche settimana fa.

Da quando ho aperto lo studio ho ricevuto tantissime mail, telefonate e visite di colleghi che mi chiedevano consiglio per aprire a loro volta uno studio o che, più di frequente, cercavano conferma da parte mia della “felicità” di essere “autonomi” e non più sottovalutati e sottostimati.

Il sondaggio non voleva essere solo una mera raccolta dati, ma volevamo che fosse un’occasione per confrontarci ancora perchè Tartaro è un luogo di confronto. 

E quindi ho colto l’occasione per raccontarvi la mia esperienza.

Dott.ssa Ilaria Carretta – Igienista Dentale e Capo Redazione tartaronline

Di seguito troverete i risultati del sondaggio che avete compilato in 369.

Di cui 350 donne… Dove sono finiti tutti i colleghi? Toccherà fare un sondaggio solo per loro!

La  prima domanda era: libera professione o dipendente?

Risposta: 98,1% libera professione.

E su queste due prime domande, non ci siamo stupite più di tanto. Si sa, è così.

Non disdegnate la tariffa fissa giornaliera (non per tutta la settimana che poi sembra un contratto da dipendente senza esserlo e senza le tutele dovute) soprattutto se siete neolaureati… E’ una buona occasione per avere una piccola sicurezza e fare un po’ di gavetta.

Chi guadagna netto +45k ha tutta la stima della redazione di tartaronline.

Questo è un dato che varia abbastanza da regione a regione, ma anche da realtà e realtà… Nella stessa città ci sono dentisti con prezzi molto diversi.

Lo sapete vero che siamo tassati quasi al 50%? E che quindi di quei 20-30 euro vi rimango 10-15 euro per campare?

Cosa possiamo fare per far capire quanto vale il nostro lavoro? Iniziando con non accettare meno di 20 euro, su questo non ci piove. Poi se il paziente paga meno perchè è amico del titolare, il nostro lavoro è stato fatto ugualmente e quindi la retribuzione non deve subire modificazioni (in tanti ci avete raccontato di episodi del genere…).

E poi selezionando. Certo appena laureati non si può pretendere la luna, bisognerà accettare anche 20 euro, e magari lavorare in tante realtà, sia per arrivare ad uno stipendio decente, sia per fare esperienza.

Esperienza che vi permetterà nel tempo di selezionare gli studi dentistici dove il nostro ruolo è rispettato e anche benvoluto. 

Realtà dove le nostre competenze vengono sfruttate a pieno… Cosa che dalle risposte che leggerete tra poco… Avviene davvero troppo poco…

  ( A proposito di SBIANCAMENTO DOMICILIARE, il 19/11/21 SOLO per gli iscritti alla newsletter di tartaronline, ci sarà una esclusiva che siamo felicissime di potervi offrire! Cliccate QUI se non vi siete ancora iscritti!! )

L’11,5% di chi ha risposto non fa terapia parodontale non chirurgica.

Il 16,1% non fa lo sbiancamento alla poltrona.

Il 56,5% non fa lo sbiancamento domiciliare.

Il 53,3% non fa le sigillature.

E il 28,9% non fa fluorizzazioni.

Ma siamo tartarologi o operatori sanitari della prevenzione?

In questo periodo c’è molta richiesta di Igienisti Dentali, ve ne siete accorti?

Quale migliore occasione per provare a cambiare le cose? Molto dipende da noi, da come ci presentiamo, dal livello di competenze che dimostriamo, dall’intraprendenza che metteremo in gioco…Abbiamo parlato di come affrontare un colloqui di lavoro QUI, se può essere utile. Spoiler se non lo avete letto: dimenticatevi i CV europei vecchi e stravecchi, visti e rivisti.

Di racconti di colleghi che in sede di colloquio si sono sentiti dire “io cerco un igienista neolaureato che abbia voglia di lavorare tanto” “posso darti 15 euro a detartrasi” “qui non facciamo sbiancamenti perchè in passato non hanno funzionato” “non facciamo la compilazione della cartella parodontale” “DMFT, che cos’è?” “non abbiamo protocolli per i pazienti ortodontici, fanno un po’ di pulizia con l’ortodontista se c’è bisogno” se ne sentono ogni santo giorno…

Vogliamo provare a cambiare le cose? Pensateci! 

Questo articolo è già fin troppo lungo, per il momemento ci fermiamo qui.

Ma torneremo. Torneremo a parlare di questi delicati temi e se c’è una cosa che non smetteremo mai di fare è di credere che il nostro ruolo meriti molto di più.

Dott. ssa Tatiana Rizzati – Igienista Dentale e Direttore tartaronline
Dott.ssa Ilaria Carretta – Igienista Dentale e Capo Redazione tartaronline