Lo scorso giugno ho avuto l’occasione di partecipare ad un’evento all’ipermercato di Aosta per far conoscere il nuovo dentifricio della Oral B.

Devo ammettere che è stata una giornata molto interessante perché ho potuto osservare quali sono i gusti in materia di igiene orale che vanno per la maggiore. Soprattutto è stato curioso poter far l’esperienza sul campo, al di fuori dello studio dentistico, con persone di ogni genere e età e non già influenzate nella scelta dei prodotti per la cura della propria salute orale.

COSA HO SCOPERTO (ahimè)

Lo spazzolino duro e la testina grande piacciono assai. Dato già spesso confermato in studio da alcuni pazienti che non hanno ancora avuto modo di venire a contatto con un’igienista dentale che glielo ha proibito. Ho notato che la gente prova soddisfazione nello scorticarsi denti e gengive perché questo da loro l’idea di aver fatto un buon lavoro e di aver pulito bene. Per alcuni più la testina è grande, più denti puliscono e meno tempo ci impiegano.

La scelta dei dentifrici è davvero ricca, tanto che perfino noi professionisti del settore a volte rimaniamo spiazzati e si fa quasi fatica a capire le minime differenze tra un prodotto e l’altro,mentre lo scaffale dedicato ai prodotti di igiene interdentale è scarno: poca la scelta dei fili interdentali per non parlare di quella degli scovolini.

In effetti vedendo gli acquisti, questi ausili interprossimali non sono tanto ricercati. Il filo è usato molto poco, lo scovolino ancora meno. A volte proprio sconosciuto.

La scelta del dentifricio va a sentimento o dipende dalla miglior offerta. 

I prodotti per le gengive infiammate e irritate sono alquanto ricercati e spesso vengono confusi con quelli per la sensibilità dentale. Altri scelgono freschezza extra, ma vincono i dentifrici “sbiancanti”.

Una famiglia mi ha chiesto consiglio per l’acquisto di un dentifricio per la figlia adolescente che voleva avere i denti più bianchi. Pur avendo detto ai genitori che in quel caso sconsigliavo i dentifrici sbiancanti, soprattutto per l’età della ragazzina, loro, influenzati dalla pubblicità di una nota marca di dentifrici sbiancanti (che tra l’altro si è beccata una maxi multa pari a 500mila euro per pubblicità ingannevole), se ne sono accaparrati ben 3 confezioni, già che c’era pure l’offerta.

È veramente impressionante la quantità di dentifrici sbiancanti venduti.

Devo ammettere che effettivamente è difficile rimanere impassibili e indifferenti a questi prodotti. Il packaging è davvero da “urlo”, attira l’attenzione e le scritte brillanti, vivaci e con lo sfondo metallico sono accattivanti. Come si fa a notare che solo qualche ripiano più giù ci sono prodotti più validi? Ma ahimè, le confezioni sono bianche, scontate, anonime. 

Spazzolino elettrico

All’ipermercato si trovano altri spazzolini elettrici oltre all’Oral B che a parer mio rimane il migliore. 

In molti lo adoperano già ma non tutti sanno indicare che tipo usano e a sentire le descrizioni delle caratteristiche e delle testine sono di quelli antiquati. 

C’è chi sostiene di averlo provato ma non è rimasto soddisfatto dell’acquisto in termini di prestazioni così lo ha abbandonato ed è convinto che siano tutti uguali.

Altri invece non si sono trovati bene perché ci impiega troppo tempo o perché fa sanguinare le gengive.

Ci sono poi gli scettici che credono sia una trovata “pubblicitaria” ed infine c’è purtroppo ancora chi dice che il loro dentista lo sconsiglia. 

A tal proposito apro una piccola parentesi: le linee guida del Ministero della Salute raccomandano l’uso dello spazzolino elettrico e recenti metanalisi hanno evidenziato il vantaggio derivante dall’utilizzo di uno spazzolino elettrico rispetto ad uno manuale nella rimozione della placca batterica.

La rivelazione più strana è di una signora che mi ha confessato che non usa lo spazzolino elettrico perché le causa delle scosse in testa. Vi lascio immaginare la mia espressione leggermente stupita. 

Per quanto riguarda i collutori si ha una buona scelta e vengono comprati più che altro come profumatori di ambiente orale, nessun altro uso specifico.

Va per la maggiore il Listerine, probabilmente anche in questo caso per via del bombardamento mediatico ricevuto.

Pochi quelli che cercano adesivi e pastiglie per le protesi e anche in questo caso faccio davvero fatica a comprendere le differenze tra le marche e perfino le diverse sfumature della stessa marca.

Pur essendo lì in veste di igienista dentale a disposizione per una consulenza gratuita, ho notato tanta timidezza nel chiedere consigli come se fosse un tabù parlare delle proprie esigenze, dei propri problemi o disagi orali. Alcune persone invece sono pienamente convinte di non aver bisogno di aiuto (spesso sono gli irriducibili dello spazzolino duro e la testina grande).

Per fortuna c’è stato anche qualcuno molto incuriosito dal mondo dell’igiene dentale e che voleva saperne di più, attirato dall’idea di poter fare una scelta consapevole e responsabile dei prodotti per la propria salute orale e anche chi è stato già informato e consigliato dal proprio dentista o igienista.

L’impressione avuta è che c’è ancora una sorta di diffidenza per ciò che concerne l’ambito odontoiatrico. 

Molti hanno confessato di aver avuto brutte esperienze e per questo non ci pensano due volte a ritornare in studio. Ma ciò nonostante non brillano nemmeno in igiene domiciliare come deterrente.

Non ho eseguito visite ma per deformazione professionale l’occhio mi è caduto ogni volta che conversavo con le persone. 

Non ho avuto modo di vedere tante belle bocche, anzi. Spesso infatti ho riscontrato non troppa cura della propria cavità orale. 

Come la scelta dei prodotti, anche il mantenimento dei denti è lasciato al caso. 

Ho potuto notare gengiviti, macchie dentali, perdita prematura di denti, malocclusioni, cattivo odore e chi più ne ha ne metta. 

Ma vediamo un pò di dati reali che fanno molto riflettere:

In base ad un comunicato Istat del 2015 emerge che:

Il 37,9% è la quota di popolazione che durante l’anno 2013 si è rivolta al dentista o all’ortodontista.

Il 12% delle persone di 14 anni e più ha rinunciato, nei 12 mesi precedenti, a una visita odontoiatrica o a trattamenti per motivi economici.

I motivi economici sul totale di chi rinuncia alle visite incidono per 85,2%.

L’Italia rimane spaccata a metà riguardo ai dati delle percentuali di coloro che non sono mai stati da un dentista (al Nord il 12,1% e al Sud il 6,2%) e per quanto riguarda le visite per prevenzione o per la detartrasi ( in Settentrione il 30,7%, in Meridione il 16,1%).

34% è la quota di bambini (3-14 anni) che non sono mai stati dal dentista.

41,4% di persone di 14 anni e più che conservano tutti i propri denti naturali (28)

10,8% coloro che hanno perso tutti i denti naturali.

Se si traducono le percentuali in numeri, significa che sono 19 milioni gli italiani a cui manca almeno un elemento dentale, 1 caso su 4 hanno perso almeno 8 denti e solo 1 su 4 ha deciso di ripristinarlo protesicamente.

Risulta che solo il 30% degli italiani tra i 40 e i 75 anni può vantare di avere ancora tutti i denti naturali.

Complice una prevenzione non adeguata, restano al massimo 20 denti naturali al:

43% dei soggetti tra i 65 e 75 anni

25% dei 55-64enni

13% dei 40-54enni

15% degli over 65 ne è del tutto privo.

Sarebbe un gran passo in avanti per il paese se si investisse di più nella prevenzione e nella figura dell’igienista dentale. Da questa esperienza ho tratto la grande necessità di interventi di educazione sanitaria, di prevenzione e di far riacquistare fiducia nelle cure. Non solo in studio dove le persone sono già avvezze all’argomento, ma è doveroso “andare sul campo” perché tanta è l’ignoranza e pure la disinformazione. 

Dott.ssa Sabina Pavelkovà – Igienista Dentale

 

Bibliografia

Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età adulta – Aggiornamento anno 2015 

Istituto di ricerca GfK e promossa da GSK Consumer Healthcare 2017