In Italia nel 2018 sono state prodotte 30,2 milioni di tonnellate di rifiuti urbani

Nel 2025 la produzione di rifiuti mondiali ammonterà a 2.2 miliardi di tonnellate

Dal 1950 al 2015 sono 8,3 i miliardi di tonnellate di plastica prodotti dal mondo, e 6,3 sono diventati rifiuti. Di questi, siamo riusciti a riciclarne solo il 9%. Questo è il motivo per cui dovremmo puntare alla riduzione e non solo al riciclo, eliminando il problema con la prevenzione, proprio come noi igienisti dentali facciamo con infiammazioni gengivali e patologia cariosa. L’otturazione non è la cura alla carie, giusto?

Faccio una premessa: in questi due anni di esperienza “zero waste” mi sono reso conto che le opinioni a riguardo cambiano da persona a persona, per qualcuno di voi queste pratiche risulteranno comunque poco incisive per combattere un problema urgente come l’insostenibilità ambientale del settore dentale, per molti altri invece queste azioni risulteranno estreme per mille motivi.

Tra di noi c’è anche chi mette già in pratica tutte le buone abitudini che leggerete, chi solo alcune e chi ancora nessuna, facendo sì che ognuno di noi sia ad un punto diverso di questo percorso

Io, nel mio piccolo, vorrei farvi scattare la scintilla della riflessione, spiegando “la regola delle cinque R” attraverso esempi pratici dalla mia esperienza sul campo, facilmente attuabili da subito nella quotidianità lavorativa. 

Buona lettura! 

Zero Waste nello studio dentistico: RIFIUTARE 

La prima tappa del percorso è il rifiuto. Ma rifiutare che cosa?

Tutti i materiali non strettamente necessari per compiere un buon lavoro, o che possono cedere il posto ad equivalenti più sostenibili. 

Nel pratico, potete iniziare rifiutando gli enormi quantitativi di materiale cartaceo che ci vengono consegnati dai nostri amici rappresentanti alle fiere e in studio, chiedendo piuttosto una versione digitale che vi consentirà di non caricare né gli scaffali del magazzino né il bidone della spazzatura! 

Un altro esempio che vi porto è il rifiuto della vasellina, derivato del petrolio: per lubrificare le labbra dei nostri pazienti, possiamo utilizzare il più naturale burro di karité (vi assicuro che molti pazienti apprezzeranno tantissimo!). 

Possiamo inoltre rifiutare il telino plastificato e il vassoio di plastica monouso, sostituendolo non con l’alternativa biodegradabile – comunque un rifiuto, per di più costoso – bensì con un vassoio di acciaio autoclavabile: con quest’ultimo potrete sterilizzare più strumenti alla volta e risparmiare buste. Il tray sarà il vostro piano di appoggio senza dover utilizzarne uno usa e getta, né un telino plastificato, sostituito dalla stessa busta in cui è stato sterilizzato il vassoio di acciaio. Il risparmio dei costi dei materiali monouso permetterà di ammortizzare l’acquisto dei tray di acciaio

Zero Waste nello studio dentistico: RIDURRE 

Oltre a migliorare il vostro impatto ambientale, ridurre vi semplificherà la vita lavorativa di tutti i giorni. La riduzione può avvenire in primis in termini di numero, ovvero diminuendo la quantità di monouso, di strumenti e imballaggi che utilizziamo tutti i giorni: per gli irriducibili della pasta da profilassi, sono davvero necessari tutti quei monodose di cui spesso molto materiale va sprecato, o si può ottenere un risultato ottimo con una pasta in tubetto? Inoltre ridurre il numero di strumenti ci permette di diminuire anche le buste utilizzate per sterilizzare. 

In secondo luogo, è auspicabile diminuire in termini di dimensioni, riducendo drasticamente gli sprechi di materiale: sono necessari metri di pellicola per impellicolare il nostro riunito o possiamo calcolarne la giusta quantità?

E tutto quel rivelatore è necessario o puntualmente la metà finisce inutilizzato nel cestino? 

Zero Waste nello studio dentistico: RIUTILIZZARE 

Le cose che si possono riutilizzare nel nostro lavoro purtroppo sono poche, è possibile però impegnarsi per farle aumentare, avvalendosi di più strumenti autoclavabili possibile. Ad esempio, ultimamente è entrato nella mia routine un apribocca autoclavabile al posto del monouso, inoltre mi piacerebbe utilizzare dei bicchieri autoclavabili, magari di acciaio, ma non ho trovato ancora una alternativa che mi soddisfi. 

In seconda battuta si può dare nuova vita a materiali che hanno compiuto il loro principale utilizzo ma che non sono contaminati, come per esempio le buste della sterilizzazione: io la metà di carta la taglio in piccoli francobolli che uso per preparare e dosare il discloser in gel

Anche l’acquisto di seconda mano, cosa in cui noi siamo bravissimi, oppure la riparazione degli strumenti per prolungarne la vita, sono ottimi modi per applicare il riuso. 

Zero Waste nello studio dentistico: RICICLARE 

Questa è una tappa importante ma non centrale nel percorso zero waste, in quanto l’obbiettivo è quello di generare la quantità minore di rifiuti possibile: il miglior rifiuto è quello non prodotto. 

Resta comunque importantissimo fare una corretta raccolta differenziata, prediligendo l’acquisto di materiale riciclabile quando non è possibile farne a meno. 

Per i cuori più temerari, anche sensibilizzare chi di dovere affinché l’industria odontoiatrica abbandoni materiali non riciclabili e di plastica, è parte dell’obiettivo riciclaggio. 

Zero Waste nello studio dentistico: RIDURRE IN COMPOST 

Questo aspetto anche per me è ancora poco conosciuto. Per mille motivi risulta ovviamente difficile effettuare un recupero del compost a partire dai nostri rifiuti; ho letto però in un articolo di uno studio odontoiatrico che sta provando a compostare la parte di carta delle solite buste per la sterilizzazione! 

Se siete arrivati a leggere fino a qui siete già a buon punto di questo percorso e vi ringrazio! Come ho scritto nella premessa, spero di avervi fatto scattare la scintilla della riflessione, spostando l’attenzione dalle presunte limitazioni di questo approccio alle sue infinite possibilità, rendendolo un argomento degno di essere approfondito. 

Dottor Christian Alfì – Igienista Dentale

Bibliografia:

1. isrambiente.gov.it
Rapporto Rifiuti Urbani Ispra edizione 2020

2. https://openknowledge.worldbank.org/handle/10986/30317
What a Waste 2.0 : A Global Snapshot of Solid Waste Management to 2050

3. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28776036/
Production, use, and fate of all plastics ever made

4. https://it.dental-tribune.com/news/odontoiatria-sostenibile-incoraggiare-la-consapevolezza-ambientale-nello-studio-dentistico/
Odontoiatria sostenibile: incoraggiare la consapevolezza ambientale nello studio dentistico

5. Bea Johnson – Zero rifiuti in casa – Logart Press Editore

Mi chiamo Christian Alfì, sono nato a Como nel 1995. Dopo un diploma come odontotecnico, ho conseguito la laurea in Igiene Dentale nel 2017. Oggi collaboro con lo Studio dentistico Sassi – Cok e con il centro polispecialistico Balance Medical Center. Da un paio di anni, alla mia passione per l’odontoiatria si è affiancata quella per l’ambiente con particolare accento sulla riduzione dei rifiuti.
Così, tra un paziente parodontale ed uno cariorecettivo, provo ad applicare la mini invasività non solo alla pratica clinica ma anche alla gestione complessiva delle sedute, chiedendomi sempre come posso raggiungere il risultato producendo meno rifiuti possibili.