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VINCERE LA CARIE Dr. Giovanni Sammarco

3 giornate di formazione formula weekend

Trento (disponibili date anche su altre città)

39 ECM

1200,00 + IVA per gli Igienisti Dentali

https://www.vincerelacarie.it/

Intervista al relatore

Giovanni SammarcoIntervista al relatore e ideatore del corso: dott. Giovanni Sammarco

A chi è rivolto questo corso?

Il corso “vincere la carie” è rivolto agli odontoiatri e agli igienisti dentali. La mia opinione è che il corso raggiunga il massimo della sua efficacia quando venga frequentato dal team.

Che cosa ti ha spinto a realizzare un corso interamente dedicato alla Cariologia?

Lungo il percorso universitario e in occasione dei vari corsi che mi sono trovato a frequentare all’inizio della mia carriera, ho notato come lo spazio dedicato all’aspetto causale in Parodontologia non venisse in egual misura riservato alla Cariologia. Praticamente il concetto di “terapia causale” era, nella mia testa, associato solo alla Perio, mentre la “cura” e la “prevenzione” della carie consistevano essenzialmente nel restauro, nei sigilli e nel fluoro. Essendo la malattia parodontale e la carie entrambe dovute a biofilm, la mia testa continuava a chiedersi: “quali sono le condizioni e i comportamenti sui quali posso agire per ridurre il rischio di formazione di un biofilm cariogeno?”.  Ho quindi cominciato a studiare e ad approfondire l’argomento, scoprendo un mondo enorme e pressochè sconosciuto, almeno per il sottoscritto. Mi sono quindi accorto che i miei dubbi iniziali erano gli stessi di molti colleghi odontoiatri ed igienisti, e questo aspetto è ciò che mi ha indotto a mettere in piedi il corso “vincere la carie”.

Quali sono le tre parole chiave che rappresentano il corso?

DIAGNOSI – CURA – CLINICA

Per quale motivo un professionista dovrebbe iscriversi al corso?

Per scoprire un mondo pressochè sconosciuto! Talmente sconosciuto che molti di noi confondono la Cariologia e la Conservativa, ignorando il fatto che mentre il conservatore/restauratore agisce a livello di esito della patologia (il restauro della cavità cariosa), il cariologo agisce a livello delle cause, con lo scopo di arrestare o rallentare la formazione di quegli esiti! La Cariologia è la disciplina che si occupa della cura e della prevenzione della carie (intesa come malattia), mentre la conservativa/restaurativa si occupa del ripristino del danno già avvenuto: c’è una bella differenza!

Qual’è il ruolo dell’Igienista Dentale con il paziente cariorecettivo o in generale all’interno del mondo della cariologia?

E’ un ruolo fondamentale. La carie è una malattia “comportamentale a partecipazione batterica”, vale a dire che sono i comportamenti del paziente a generare un ambiente favorevole allo sviluppo del biofilm cariogeno. Parte essenziale della cura della patologia cariosa consiste nell’individuazione di quei comportamenti durante processo di “diagnosi cariologica” e di correzione e valutazione nel tempo degli stessi. L’igienista dentale è una figura cardine in tutto questo percorso, in quanto coinvolta in tutte le fasi della cura, specie nelle fasi di correzione e valutazione nel tempo dei comportamenti/fattori a rischio.

Quali sono gli strumenti fondamentali con i quali un Igienista Dentale deve necessariamente lavorare per intercettare e monitorare condizioni ad alto rischio carie? ( es: ingranditore/red cote/airflow ecc.)

Nella mia esperienza, è fondamentale la dimestichezza dell’ID con l’indice DMF-T e la compilazione di una scheda CRA (Caries Risk Assessment). Dal punto di vista “strumentale” è opportuno che l’ID si doti di ingranditori (2,5-3 X), di rilevatori di placca e di macchina fotografica (per monitorare nel tempo i progressi/regressi del pz). E’ inoltre richiesta una certa dimestichezza con i molteplici prodotti ad azione remineralizzante, nell’ambito dei quali è possibile trovare “una logica di applicazione” solo se sono ben chiari alcuni principi base.

Hai un consiglio da dare ai giovani igienisti neolaureati che si approcciano alla professione?

Da cariologo non posso esimermi dal consigliare di pensare alla patologia cariosa come la malattia più diffusa al mondo: il ruolo dell’igienista dentale nel trattamento e nella cura di tale malattia è fondamentale. L’igienista preparato anche in ambito cariologico, inoltre, é sicuramente più appetibile per una fascia professionale di “alto livello”, volta cioè alla cura reale e medica dei pazienti e non esclusivamente all’intercettazione degli esiti.

Puoi farci qualche esempio per farci capire l’applicazione clinica di ciò di cui stiamo parlando?

Dal punto di vista terminologico è singolare vedere come già ci sia confusione riguardo la parola “carie”: indica la malattia o uno dei suoi esiti (la cavità)? E’ singolare inoltre, come generalmente si sappia compilare una cartella parodontale ma difficilmente si sappia calcolare, con sicurezza, un indice DMF-T, unica metodica che consente di valutare la reale cariorecettività del paziente.

Vogliamo poi parlare della confusione fra ipoplasia, ipomineralizzazione, white spot, demineralizzazione, MIH, fluorosi?  La saliva? Che ruolo ha? Come possiamo valutarla e agire su di essa in maniera costruttiva?

Quando devo utilizzare grosse concentrazioni di fluoro? Quando invece sono controindicate?

Cosa dire alle donne in gravidanza per ridurre il rischio carie del bimbo in arrivo?

C’è tanto da imparare!