Il motivo che principalmente mi ha spinto a scegliere questo argomento per la mia tesi è stato senz’altro l’alone di mistero sull’igiene orale, che ancora oggi avvolge molte pazienti in gravidanza.

Mossa quindi dal desiderio di saperne di più, ho deciso con la mia relatrice di creare un questionario da sottoporre alle gestanti del Policlinico Casilino di Roma per individuare le carenze informative e i motivi di questo loro disinteresse.

Cosa è emerso dal mio studio?

Nel questionario si è chiesto alle gestanti di rispondere a semplici domande inerenti ai disturbi odontoiatrici, ai corretti protocolli di igiene orale e ai benefici correlati, alle complicanze relative ad uno scorretto controllo di placca, ai trattamenti odontoiatrici in gravidanza e alle motivazioni di un loro eventuale rifiuto.

Dalle risposte delle 110 intervistate emerge che il 45% di esse manifesta disturbi di natura odontoiatrica, tra i quali il sanguinamento gengivale risulta essere il più frequente (61%).

Inoltre solo una piccola parte (23%) dichiara di essere a conoscenza del corretto protocollo di igiene orale.

Per quanto riguarda invece le complicanze e le ripercussioni sul neonato relative ad un errato controllo di placca, quasi la totalità (il 76%) dichiara di non esserne a conoscenza.

A conferma della scarsa informazione, si è osservato che tra tutte le gestanti a cui era stato proposto un trattamento, ben il 35% di esse lo ha rifiutato perché a suo avviso ritenuto controindicato o perché sconsigliato dal ginecologo stesso.

Questi dati dovrebbero farci riflettere, in particolare su come ad oggi non ci sia la reale consapevolezza dell’importanza della prevenzione, soprattutto in un periodo delicato come la gravidanza.

Ma veniamo quindi a noi…

QUAL È IL RUOLO DELL’IGIENISTA DENTALE?

L’igienista dentale riveste un ruolo fondamentale durante la gravidanza, sia nell’istruzione e motivazione della paziente, sia nella prevenzione e cura di quelle patologie che possono presentarsi o aggravarsi durante la gravidanza.

La prima visita è infatti un momento chiave per instaurare con la paziente un rapporto fiduciario e duraturo, affinché possa mettere in pratica responsabilmente i consigli terapeutici sia durante la gravidanza che nel post-parto.

Durante il primo controllo si raccolgono i dati anamnestici, valutando l’eventuale presenza di patologie sistemiche o predisponenti la malattia parodontale.

Inoltre si valutano le abitudini di vita della paziente e lo status socioeconomico per instaurare un piano di comunicazione efficace, che costituisce il pilastro fondamentale per la creazione di un rapporto duraturo basato sulle necessità specifiche della gestante.

Si esaminano poi le condizioni orali, valutando l’indice di placca e di sanguinamento.

Durante questa fase clinica, è importante informare la paziente della correlazione tra la sua salute orale ed il corretto esito della gravidanza, sensibilizzando la gestante ad attuare comportamenti quanto più salutari sia a livello orale che alimentare.

Dopodiché, si passa all’istruzione sul piano dell’igiene domiciliare, consigliando presidi specifici e meno invasivi possibile.

Si consiglia quindi l’utilizzotesi di spazzolini dalle setole morbide e dalla testina piccola per facilitare l’ingresso nel cavo orale spesso reso difficile dalle sensazioni di nausea;

si consigliano dentifrici delicati e lenitivi in caso di sanguinamento gengivale o antibatterici per un giusto controllo della placca, e per gli spazi interprossimali si suggerisce l’utilizzo del filo o dello scovolino, in base alla manualità della paziente.

Qualora fossero frequenti gli episodi di vomito, si consigliano sciacqui con acqua e bicarbonato per neutralizzare l’ambiente orale, gomme senza zucchero per stimolare la salivazione e dentifrici remineralizzanti.

LA PAZIENTE DOVREBBE ESSERE VISITATA TRE VOLTE …

… una per ogni trimestre di gravidanza, con sedute brevi e quanto più confortevoli.

Durante il primo trimestre si procede con l’attuazione di un piano di prevenzione personalizzato volto ad intercettare le eventuali lesioni primarie e a rafforzare l’igiene orale domiciliare. Si inserisce la paziente in un piano di motivazione ed istruzione che dovrà essere rinnovato ad ogni appuntamento, per valutare i progressi o le eventuali carenze. Durante questo periodo si eseguono quindi solo le terapie di urgenza, focalizzando l’attenzione sulla sensibilizzazione e l’informazione della paziente.

Il secondo trimestre è il periodo più idoneo per effettuare trattamenti odontoiatrici semplici, in quanto l’organogenesi è completa e le richieste funzionali sono ridotte.Durante questo periodo sarà nostro compito, dopo aver rinnovato la motivazione e verificato i progressi, effettuare la seduta di igiene orale professionale seguendo tecniche accurate e meno invasive possibile, al fine di minimizzare lo stress legato al trattamento.
Per quanto riguarda la posizione della paziente, è sconsigliata la posizione supina: essa infatti è in grado di indurre la comparsa della sindrome da ipotensione, un aumento dell’incidenza della dispepsia da reflusso gastro-esofageo e può inoltre indurre lo sviluppo di trombosi venose a causa della compressione della vena cava inferiore. La posizione raccomandata è quella da decubito laterale. Ovviamente, si deve adattare la poltrona alle esigenze della paziente che deve raggiungere una posizione perfettamente confortevole.

Nel terzo trimestre di gravidanza aumentando l’ingombro fetale, aumenta anche la richiesta funzionale. Per questa ragione il trattamento dovrà limitarsi a terapie semplici con la paziente in posizione seduta. Il nostro compito sarà quindi quello di rinnovare la motivazione e l’istruzione, attraverso sedute di controllo.

È importante che il rapporto instaurato durante la gravidanza permanga anche nel post-parto, sia per un ottimo mantenimento della salute orale della madre, sia del neonato.

Durante le sedute successive quindi l’igienista dentale dovrà provvedere a rinforzare le tecniche di igiene che tendono ad essere trascurate nel post-parto e ad informare la paziente sulla prevenzione delle patologie comuni della prima infanzia.

In conclusione, vediamo quanto sia importante creare dei rapporti multidisciplinari con le figure che maggiormente si approcciano alla donna durante la gravidanza, magari secondo il mio punto di vista, permettendo anche agli igienisti dentali di partecipare agli incontri preparto.

Dott.ssa Giorgia Sacchetti

Nata il 26/11/1997 a Roma, città dove ha conseguito tutti i suoi studi. Nel 2016 inizia il suo percorso universitario presso l’Università di Roma Tor Vergata, dove si laurea con lode il 19/11/2019. Ama gli ambienti dinamici e in continuo aggiornamento, ha molti progetti per il suo futuro lavorativo che spera davvero di poter realizzare.