Esiste una forte connessione tra la cura della cavità orale e la prevenzione e il controllo del diabete.

Da una parte, il diabete favorisce le infezioni; dall’altra, le patologie infiammatorie del cavo orale in questi pazienti rendono più difficile l’equilibrio della glicemia.

La correlazione pericolosa tra diabete e malattia parodontale ha raggiunto la sua massima espressione all’interno di un Consensus Report e Linee guida stilate congiuntamente dalla Federazione Europea di Parodontologia e la Federazione Internazionale Diabete, pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology nel 2017.

Il documento, redatto congiuntamente dalle due Federazioni, cerca di individuare i possibili meccanismi comuni alle due patologie. Le evidenze scientifiche analizzate e riportate al suo interno affermano che prestando attenzione alla cura della salute della bocca intervenendo sulla parodontite, è possibile controllare anche il diabete monitorando la malattia attraverso l’esame dell’emoglobina glicata (HbA1C).

Se la salute dei denti viene trascurata, le probabilità dell’aggravarsi del diabete si moltiplicano.

Al contrario, prestando attenzione alla cura dentale anche l’altra patologia è in grado di essere tenuta sotto controllo.

Chi si ammala di parodontite ha un rischio diabete di almeno il 20% più alto rispetto a coloro che hanno gengive sane, a parità di altri fattori di rischio per il diabete.

Non solo. La terapia parodontale è sicura ed efficace nelle persone con diabete ed è associata a riduzioni dell’HbA1C dello 0,27-0,48% dopo 3 mesi, sebbene gli studi che prevedono un follow-up a lungo termine non siano ancora conclusivi.

Il meccanismo biologico

Il meccanismo biologico in gioco per entrambe le malattie è una infiammazione generale dell’organismo, come suggerito dalla presenza sia nei pazienti diabetici sia in quelli con parodontite di eccesso di molecole pro-infiammatorie ovvero di interleuchine (IL-1-β, IL-6), dell’osteoprotegerina/attivatore del recettore del fattore nucleare kappa-B/RANK ligando (OPG/RANK/RANK-L) che costituisce un fondamentale meccanismo di modulazione del rimodellamento osseo, il fattore di necrosi tumorale (TNFα) ed eccesso di radicali liberi.
Negli ultimi anni numerosi studi hanno dimostrato come il diabete sia un fattore di rischio rilevante per la parodontite, tanto da essere stato inserito, insieme al fumo, come fattore determinante nella valutazione del GRADO della malattia parodontale, in quanto individuato come criterio di modificazione del rischio.

Particolare attenzione va anche all’approfondimento di tutta la complessità della malattia parodontale, un argomento che mi affascina.

Sappiamo che la malattia parodontale è una malattia infiammatoria causata da una risposta anormale dell’ospite al biofilm batterico,

dovuta ad un’insufficiente salute del sistema immunitario del paziente parodontale, quindi ad un’insufficiente Immune Fitness di quel paziente.
Per ora noi conosciamo 3 tipi di risposta immunitaria aberrante:
1. Una iper-risposta
2. Una ipo-risposta
3. Una mancata risoluzione dell’infiammazione

Queste 3 risposte hanno all’origine motivazioni molto diverse tra loro.
Per questo motivo, se fino a poco tempo fa ci si preoccupava solo del fatto che il paziente avesse o meno la patologia parodontale, ora la domanda da porsi sempre è:

“Perché questo paziente ha una Immune Fitness ridotto?”

Sono stati individuati 5 gruppi di fattori che contribuiscono all’Immune Fitness del nostro sistema immunitario:
1. Il fattore ambientale locale
2. Genetica ed epigenetica
3. Gli stili di vita
4. Le condizioni sistemiche
5. Altri fattori (come i fattori occlusali, funzionali, iatrogeni)

Il tipo di risposta immunitaria del paziente è dato dalla correlazione di questi 5 gruppi.
Per questo motivo è fondamentale imparare a conoscerli, esplorarli e magari arrivare a creare un modello generico di multi-causalità per la parodontite per ogni singolo paziente parodontale.
Il diabete ben si colloca all’interno di questa indagine, essendo una delle condizioni sistemiche segnalate.

Tutte le nuove evidenze ci portano quindi ad acquisire una serie di competenze e conoscenze in grado di rendere il nostro lavoro clinico più ricco e completo.

All’interno del documento in pdf che potrete scaricare ho esplorato quindi:

◦ la complessità della malattia parodontale
◦ cos’è l’Immune Fitness
◦ come il modello della risposta dell’ospite determina l’Immune Fitness
◦ come il diabete si inserisce all’interno di un modello generico di multi-causalità per la malattia parodontale
◦ il ruolo del diabete nell’ottica della nuova classificazione della malattia parodontale
◦ un focus sull’individuazione del grado della parodontite
◦ la correlazione pericolosa tra diabete e malattia parodontale alla luce delle nuove evidenze scientifiche
◦ un interessante spunto su come poter individuare alla poltrona i casi pre-diabetici tra i pazienti parodontali, che potrebbe diventare realtà nel prossimo futuro
◦ uno studio condotto in UK in cui si valuta il miglioramento della condizione orale in pazienti con diabete trattati per malattia parodontale, raccogliendo informazioni sia di tipo quantitativo, attraverso i parametri clinici, sia di tipo qualitativo, ponendo domande secondo un HAPA Model che tenga conto delle emozioni e dei sentimenti del paziente nel modificare e sostenere nel tempo le procedure di igiene domiciliare e nell’aderenza ai richiami.

I numeri legati alla prevalenza della patologia diabetica e le risorse sanitarie spese in Italia e nel mondo sono impressionanti.

L’individuazione precoce, la prevenzione delle complicanze micro e macrovascolari risulterebbero più sostenibili.

All’interno di un approccio multidisciplinare alla salute, si riconferma il valore e il significato della collaborazione tra figure professionali di diversi ambiti, per aiutare il paziente ad affrontare le complicanze di patologie che si intrecciano in maniera così complessa.

Dalla pratica clinica all’indagine conoscitiva più approfondita del paziente, dall’esplorazione delle sue emozioni/aspettative/idee ai suoi stili di vita, dalla raccolta di tutti i parametri clinici utili al chiederci il perché, tra conferme e novità scientifiche.

Rimanendo all’interno del nostro mondo, ampliamo i nostri confini.

Dott.ssa Elena Bizzotto – Igienista Dentale

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